Coronavirus e sovvenzioni statali

Corovavirus e dintorni

Uscire di casa con la giustifica

Dal 9 al 25 marzo il governo obbliga a restare in casa lasciando comunque la possibilità di uscire per comprovati motivi di lavoro.

Per dimostrare di avere motivo valido ad uscire di casa bisogna portare con sé l’autocertificazione che il ministero ha messo a disposizione, di cui le forze dell’ordine sono dotati. Di regola dovresti esserne provvisto e averlo già compilato, il controllo da parte delle forze dell’ordine potrebbe essere spiacevole se ti trovassero senza, perché di fatto stai commendo un reato ai sensi dell’art 650 c.p. che prevede una multa di 206 euro o 3 mesi di arresto. Sembra banale ma ricorda di scrivere la verità, perché se la dichiarazione risultasse falsa si aggiunge anche l’art 495 c.p. che prevede la reclusione da 1 a 6 anni. Ad ogni modo se hai già ricevuto una contravvenzione di questo tipo sappi che fino al 15 aprile tutte le udienze sono sospese, però magari intanto senti l’avvocato che hai indicato al momento della contravvenzione o quello che ti è stato assegnato d’ufficio.

Oltre a motivi di lavoro, si può uscire di casa per situazioni di necessità, come per esempio l’acquisto di beni essenziali (supermercato, farmacia, erboristeria e simili) e motivi di salute.

Se sono un dipendete o imprenditore?

3 modi per non restare a secco

Le attività commerciali rimangono chiuse dal 9 al 25 marzo, ma non tutti devono restare a casa. Infatti imprese artigiane (es. imprese di pulizia, trasportatori, vigilanti, edicole, ferramenta, elettricisti…), attività di: telefonia, giornali, radio e TV possono continuare, così come le attività industriali di alcuni settori della produzione e i professionisti possono continuare a lavorare.

Trovi l’elenco completo delle attività attualmente aperte consultando il DPR 13 marzo 2020

allegato 1 e allegato 2

Se sei un dipendente e ti hanno lasciato a casa senza farti lavorare a distanza, comunque potrai essere remunerato per questo periodo di assenza in almeno due modi diversi, mentre se sei un imprenditore con dipendenti e hai già chiuso l’attività o ridotto il personale, o pensi di farlo, hai 3 possibilità:

  • smart working: lavorare a distanza
  • congedo ordinario o ferie forzate: circa 4 settimane l’anno per i dipendenti proporzionate all’orario di lavoro
  • cassa integrazione in deroga: ammortizzatore sociale per aiutare dipendenti e aziende in crisi

SMART WORKING:

Questo interessa soprattutto le attività del terziario e servizi che possono lavorare quasi con la stessa agilità anche a distanza. Lo smart working può essere svolto sia da casa propria, che in un altro posto che non sia né domicilio né luogo di lavoro. Ricorda in questo caso di portare con te l’autocertificazione. Non pensare però che questo possa essere un modo per bypassare i controlli, perché la polizia o chi per lei verificherà subito quanto da te dichiarato, per esempio chiamando l’azienda per cui lavori.

Solitamente lo smart working viene concordato tra datore di lavoro e lavoratore, ma in questo caso di emergenza sanitaria spetta solo al datore di lavoro scegliere se attivarlo o meno e il lavoratore dovrà accettare la decisione.

CONGEDI E FERIE

I congedi sono periodi variabili in base agli anni di anzianità lavorativa (presso la stessa struttura) che partono da 28 giorni all’anno a salire. Nei congedi sono comprese le ferie di quattro settimane l’anno.

Ogni mese vengono maturate ore di ferie e permessi. Se sei dipendente o imprenditore con dipendenti sai dove trovare questa informazione? Su ogni cedolino! Si, oltre al netto ci sono anche queste indicazioni. Quello che devi cercare è la dicitura: ferie o permessi o ROL, come nel riquadro rosso dell’immagine qui sotto.

La struttura del cedolino dipende dal software usato per elaborarlo, quindi nel tuo caso potrebbe essere in alto, di lato o in basso come nell’esempio.

CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

Se non ci sono ferie o permessi o le ore/giorni residui sono troppo pochi per coprire tutto il periodo interessato, allora si può usare la cassa integrazione che è uno strumento che il governo mette a disposizioni delle aziende con almeno 6 dipendenti garantendo, almeno una parte dello stipendio mensile al lavoratore che si trova suo malgrado senza lavoro. Data la situazione di urgenza, le maglie della cassa integrazione sono state allargate facendovi rientrare tuute le aziende, anche chi ha un solo dipendente. E’ nata così la cassa integrazione (CIG). Ogni cassa integrazione prevista per questa emergenza ha una durata massima di nove settimane. Per ottenere tale sovvenzione il datore di lavoro deve fare domanda presso la regione di appartenenza considerata la sede legale. A loro volta le regioni inoltreranno le domande all’INPS e quelle accolte riceveranno l’indennizzo, però ad oggi le regioni non hanno ancora ricevuto istruzioni su come applicare quanto definito dal governo, rimaniamo quindi in attesa di sviluppi.

Inoltre il decreto approvato il 16 marzo 2020 prevede anche l’impossibilità di licenziare per sessanta giorni potendo far fronte alla cassa integrazione per il periodo indicato.

Come faccio con i debiti se non lavoro?

Sospensione debiti verso lo stato e moratoria mutui

Il governo ha anche annunciato maggior flessibilità con i debiti verso lo stato dichiarando la sospensione dei vari pagamenti (IVA, INPS, Agenzia della riscossione, ACI…) fino al 31 maggio. A giugno riprenderanno regolarmente tutte le scadenze comprese quelle accumulate nei mesi precedenti che dovranno essere versati in una sola soluzione, oppure divisi in massimo 5 rate, ma in questo caso i pagamenti riprenderanno a maggio. Si resta in attesa di altre istruzioni operative.

Per quanto riguarda la sospensione dei mutui, le banche non hanno linee guida collettive, infatti ogni banca adotta strumenti personali per valutare se e a chi concedere la dilazione di 18 mesi del mutuo, che interessa però la sola quota capitale. Questo vuol dire che, per esempio, se ho una rata di 800 euro, di cui 500 capitale e 300 interessi e la mia richiesta di sospensione viene accolta, dal prossimo mese pagherò solo 300 euro al mese, o importi inferiori in base al piano di ammortamento, fino a circa settembre/ottobre 2021, mese in cui tornerà la rata piena.

La moratoria è rivolta ad alcuni tipi di soggetti:

  • famiglie che hanno perso il lavoro
  • acquisto prima casa
  • partite IVA che hanno visto la riduzione di almeno il 33% del fatturato rispetto al IV° trim. 2019

In questa fase per maggiori dettagli ti consiglio di rivolgerti direttamente alla tua banca.

Sono previsti anche aiuti alle famiglie con figli in due modi:

  • attraverso il congedo parentale, cioè astensione dal lavoro per accudire i figli (se inferiori a 7/9 anni), a carico dell’INPS che retribuisce il 30% della paga giornaliera, che passano da 3 a 15,
  • buono di 600 euro per il mese di marzo se nessuno dei coniugi può restare a casa.

Se sono un libero professionista?

Indennità per i lavoratori autonomi!

Anche i collaboratori coordinati e continuativi, i titolari di contratti di agenzia e di rappresentanza commerciale e tutti i lavoratori autonomi o professionisti iscritti all’INPS possono beneficiare di un’indennità di 500 euro netti esentasse una tantum. Anche qui non ci sono dettagli operativi su come ottenerli.

La situazione è in continuo sviluppo, ogni giorno contatto gli organi statali per i dettagli. Appena usciranno nuove indicazioni aggiornerò questo articolo o ne scriverò di nuovi.

Ora la domanda è: cosa centra tutto questo con i maya e la spiritualità? Qual è il significato nascosto o simbolico di questo virus?

A tutto questo risponderò in uno dei prossimi articolo. Intanto ho voluto dare informazioni pratiche, sia perché mi interesso di questo come lavoro e sia perché con questo articolo inizio ad unire due mondi così apparentemente lontani come la materia del lavoro e la spiritualità e chissà che in futuro non venga “istituzionalizzato” un modo spirituale di approcciarsi al lavoro.

Un abbraccio e alla prossima

Cristian

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